Savitri la Suprema Rivelazione della Visione di Sri Aurobindo – mostra in Vignola

Savitri la Suprema Rivelazione della Visione di Sri Aurobindo – mostra in Vignola

8 luglio 2013 alle ore 11.30
Caro Amico, cara Amica
dopo alcuni anni di sosta in cui non abbiamo programmato eventi per celebrare la data di compleanno di Sri Aurobindo,
quest’anno il giorno 15 agosto, in SUO onore abbiamo creato un evento cui ti e vi invitiamo. Un evento per testimoniare il perchè del nostro esistere come comunità di ricerca esistenziale yoga in Italia.
Il 15 Agosto 2013 alle ore 16,00 inaugureremo presso le Sale della Meridiana-Rocca di Vignola la mostra di dipinti ad olio su tela ed acquerelli su cartoncino intitolata
SAVITRI la suprema rivelazione di Sri Aurobindo.
La mostra resterà aperta tutti i giorni sino al 25 agosto  dalle 15 alle 19 ed i festivi sarà aperta anche il mattino dalle 9,30 alle 12,30.
alcune informazioni utili:

SAVITRI:

LA SUPREMA RIVELAZIONE

DELLA VISIONE DI SRI AUROBINDO

SAVITRI fuconcepito da Sri Aurobindo ancora prima del 1916, anno a cui risale un primoabbozzo del poema, e costituì un lavoro a cui continuò a dedicarsi per tutta lavita. Ci furono diverse revisioni, ritocchi e cambiamenti che condussero aglioltre 23.000 versi (divisi in 12 libri) del poema epico nella sua forma finale.

“In effetti”aveva scritto Sri Aurobindo “non hoconsiderato ‘Savitri’ come un poema da scrivere e terminare, ma come un campodi sperimentazione per vedere fino a che punto si potesse scrivere poesiapartendo dalla propria coscienza yogica e come ciò potesse essere resocreativo”. “Mi servii di ‘Savitri’ come di un mezzo di ascensione.Cominciai con esso su un certo livello mentale, ed ogni volta che potevoraggiungere un livello più alto, lo riscrivevo da quel livello”.”Savitri” scriveva ancora Sri Aurobindo ai suoi corrispondenti “è la registrazione di una visione, diun’esperienza che non è del tipo comune ed è spesso molto lontana da quello chela mente umana ordinaria vede e sperimenta .” “Mi sono lanciato comeuna barca senza timone sulla vastità dell’Infinito” aveva scritto aMère parlando di Savitri.

 Sri Aurobindo definì il suo poema “una leggenda ed un simbolo”:

 “Il racconto di Satyavan e Savitri sitrova nel ‘Mahabaratha’, dove è riportato come una storia di amore coniugaleche conquista la morte. Ma questa leggenda è, come mettono in luce molti passicaratteristici del racconto umano, uno dei molti miti-simbolo del ciclo Vedico.Satyavan è l’anima che porta dentro sé la verità divina dell’essere ma che ècaduta nella stretta della morte e dell’ignoranza; Savitri è il Verbo Divino,figlia del Sole, dea della suprema Verità che discende e si incarna persalvare; Aswapati, padre terreno di Savitri, è il Signore della Tapasya,l’energia concentrata dello sforzo spirituale che ci aiuta a salire dai pianimortali a quelli immortali; Dyumatsena, il Signore degli Eserciti della Luce,padre di Satyavan, è la Mente Divina divenuta qui cieca, che perde il suo regnoceleste della visione e, con esso, il regno di gloria. E questa non è sempliceallegoria, i personaggi non sono qualità personificate, ma incarnazioni odemanazioni di Forze viventi coscienti con cui possiamo entrare in contattoconcreto e che assumono corpi umani per aiutare l’uomo e mostrargli la via chepuò portarlo dal suo stato mortale alla coscienza divina ed alla vitaimmortale.”

“Nella sua nuova forma” aveva scritto ancora Sri Aurobindo “sarà una specie di filosofia poeticadello Spirito e della Vita molto più profonda nella sua sostanza e più vastanel suo orizzonte di quanto fosse intesa nel poema originale.”

Mère, in una conversazione del 1967con un discepolo, aveva detto:

“Sipotrebbe dire che ‘Savitri’ è una rivelazione, una meditazione, la ricercadell’Infinito, dell’Eterno. Se letto con questa aspirazione versol’Immortalità, sarà come una guida verso l’immortalità.” “Leggere’Savitri’ è davvero fare lo yoga, è una concentrazione spirituale: vi si puòtrovare tutto ciò che serve per realizzare il Divino. ogni passo dello yoga èannotato, persino il segreto di tutti gli altri yoga. Sicuramente, se si seguecon sincerità tutto quello che qui è rivelato, si arriverà infine allatrasformazione dello yoga supermentale.”

“Tutto è lì: misticismo, occultismo,filosofia, la storia dell’evoluzione, la storia dell’uomo, degli dei, dellacreazione, della natura; come l’universo è stato creato, perché, per qualescopo, con quale destino.”

“Puoi trovare le risposte a tutte le domande.Tutto è spiegato, persino il futuro dell’uomo e dell’evoluzione, tutto quelloche nessuno ancora conosce. Sri Aurobindo ha descritto tutto questo in parolebellissime e chiare, così che gli avventurieri spirituali che aspirano a risolverei misteri del mondo, possano comprenderli più facilmente. Ma questi misterisono ben nascosti dietro le parole e i versi e si deve salire al livellorichiesto dalla vera conoscenza per scoprirli.”

“Savitri rappresenta l’intero yoga dellatrasformazione ed è la prima volta che questo yoga raggiunge la coscienza dellaterra. E l’uomo non è ancora pronto a riceverlo. Tutto è troppo elevato e vastoper lui.”

“Non è la mente che può capire ‘Savitri. C’èbisogno di esperienze spirituali.  È inmeditazione che ‘Savitri’ si rivela.”

“Ogni verso di ‘Savitri’ è come un mantrarivelato che oltrepassa tutto ciò che l’uomo possiede come conoscenza. Leparole sono espresse e disposte in modo tale che la sonorità del ritmo conduceall’origine del suono che è l’OM.”

 

Sri Aurobindo: Biografia

SriAurobindo nacque a Calcutta il 15 agosto 1872. Dopo un’intensa attivitàpolitica come uno dei capi più ascoltati del moto nazionalista indiano deiprimi anni del secolo, Sri Aurobindo si ritira a Pondicherry, dove fissa lebasi dello yoga integrale. La prima formazione in mezzo a un mondo in lottadoveva segnare il suo destino. Egli infatti non dissocia mai la vita spiritualeda quella quotidiana e dagli incalzanti problemi politici e sociali. SriAurobindo annuncia la certezza della prossima apparizione di un nuovo potere dicoscienza che egli chiama semplicemente “Supermente”. Seguito logico della vitae della mente, la cui emersione fuori dalla materia si è compiuta nel corso di una lunga evoluzione terrestre. La Supermente segneràdunque una nuova tappa di questa evoluzione. Acquisendo la coscienza di sé,l’individuo compie il primo passo della propria evoluzione. Il segreto delloyoga di Aurobindo sta proprio in questa trasformazione, che non è un abbandonood un annullamento della natura ordinaria, ma un cambiamento di coscienza, equindi di stato, che ha come finalità quella di trovare ed esprimere il Divinonell’uomo. Non si tratta di un miglioramento, ma di una radicale e completatrasformazione che interessa lo stesso corpo fisico.

Lascerà ilcorpo il 5 dicembre 1950

 

Mère: Biograia

MirraAlfassa, chiamata in seguito semplicemente Mère, La Madre, nacque a Parigi il 21febbraio 1878. Attraverso un’infanzia ed un’adolescenza impregnata dirazionalismo positivista, attraverso una giovinezza curiosa di tutto, che laporta a frequentare i grandi pittori impressionisti, ad appassionarsi di musicae di matematica, a studiare filosofie, religioni ed occultismo con lo stessodistacco con cui considera le scienze umane e la storia, questa pariginaostinata ed anticonformista approda in Algeria, in Giappone ed infine in india,dove incontra Sri Aurobindo e con cui rimane a lavorare.

SriAurobindo e Mère scopriranno che all’interno del corpo, in fondo alla memoriagenetica delle cellule, si cela il “terribile nodo” della vita con la morte.Nel 1950 Sri Aurobindo passa dall’ “altra parte” e Mère , a 72 anni, resta sola davanti al “problema darisolvere”, come lei lo chiamava: quello, appunto, della morte.

“La mortenon è una cosa inevitabile: è un incidente sempre accaduto finora … E’ solo unacattiva abitudine”.

Mère si è“messa in testa di vincere questa menzogna del corpo”.

Lascerà ilcorpo il 17 novembre 1973.

 

Aghni: biografia

GiovanniTonioni  (Aghni) nasce l’11 aprile 1952 a Savignano s/P (Mo)dove tuttora risiede. Fin da piccolo vive intensamente un susseguirsi diesperienze esistenziali che lo portano ad avvicinarsi sempre più allo yoga.

Nel 1978dirige il Centro d’Informazione e Filosofia Yoga, aderisce alla SRF; diviene istruttore di hatha yoga ed insegna le vie tradizionali dello yoga: hatha yoga,karma yoga, bhakti yoga e jnana yoga.

Nel 1986,sulla base del pensiero di Sri Aurobindo e della Madre, fonda il Centro Sri Aurobindoe Mère che si concretizzerà, ad un anno di distanza, nel GruppoGermoglio-Comunità Aurora: una ventina di persone, (all’inizio), che,accomunate dal bisogno di conoscere se stessi, il mondo e la coscienza chepermea ogni cosa, vivono tuttora insieme, studiano, lavorano e ricercano i’come’ ed i ‘perchè’ della vita.

“Itempi sono maturi perché si possa tentare di realizzare la nostra verità,quella che ci lega interiormente all’unica Coscienza o Energia-prima.”

“Riallacciandociall’opera che Sri Aurobindo e Mère hanno compiuto sulla terra, ci proponiamocome finalità il tentativo di esprimere, sotto le più svariate forme, ilrapporto continuo, simultaneo, intimo, esistente fra la Realtà Suprema equella fisica-materiale: è da tutti noto l’abisso profondo presente nellecoscienze umane, soprattutto in quella occidentale, fra la Realtà Originale,Suprema, e quella esteriore o superficiale. Cercheremo dunque, insieme, dicreare i ‘ponti’ mancanti, i ‘passaggi’ necessari alla Vera comprensione.”

“Tramitelavoro proprio e l’impiego di risorse locali e non, ma soprattutto conl’utilizzo delle proprie capacità interiori cercheremo di dare vita ad unCentro di studi di educazione integrale che preveda accanto allo studio dellematerie classiche tradizionali quello di discipline introspettive […] e diuna educazione che porti alla conoscenza ed alla maturazione dell’interiorità edelle profondità dell’essere.”

Testo dello statuto del Centro SriAurbindo e Mère

“Occorre armonizzarel’interiore con l’esteriore, il proprio spirito con la vita,

la propria mente con laverità più alta che da sempre

presiede il nostro viveresulla Terra.”  (Aghni)

Da questomomento Aghni cessa la sua attività di insegnamento tradizionale sotto forma dicorsi ed incontri e si dedica esclusivamente a questa nuova esperienza cheviene a concentrarsi nella Comunità Aurora: una esperienza che egli portaavanti insieme ad un pugno di persone selezionate nel corso degli anni diinsegnamento, accomunate da un “malessere di fondo”, da “unbisogno che è al tempo stesso il problema e la chiave della soluzione”.

“… Cerco un gruppodi persone in grado di rispondere e vibrare all’unisono

davanti alla’Cosa’…”  (Aghni)

Una”comunità gnostica” è il sogno che questa nuova esperienza porta inseno:

“un ‘insieme” dove l’uno si facarico del tutto e il tutto sostiene il singolo con uguale intensità e forza;una Conoscenza di intimo sentimento, azione, pensiero, visione, forza e senso,dove la coscienza universale e individuale si fondono in un’unica Coscienza diVerità supermentale.”  (Aghni)

I contenutie le tappe di questa esperienza sono in parte descritti da Aghni in “Oltreogni Trama”, “Passo dopo Passo” e “Al di là della morte:dialogo con un essere di transizione”. Il lavoro e la ricerca di Aghnitrapelano comunque in tutte le sue numerose opere letterarie e artistiche,nonché nella testimonianza vivente della realtà comunitaria di cui è fondatoree precursore e nelle strutture ed opere materiali in essa realizzate.

Fin dallontano 1986 ampie porte di Luce si sono aperte all’intuizione di Aghni:raccolte di scritti poetici, dipinti e gipsografie sono fioriti da lui in pochimesi e già dal maggio del 1987 la prima esposizione di quadri sculture egipsografie intitolata L’UOMO E LE SUE ETERNE DOMANDE ((Mostra ad uso didattico su tematiche esistenziali. Ogni dipinto,scultura o altro materiale porta in calce un’esauriente didascalia, motivo diriflessione, ricerca ed interiorizzazione)) riscuote interesse e plauso siadagli adulti che dal pubblico bambino.

E’importante sottolineare che le mostre dei dipinti, o altro, di Aghni sonosempre esposti ad uso didattico mai per motivi di lucro:

ciò che luiha creato è PATRIMONIO di tutti; il suo creare pittorico o poetico è peraiutare l’uomo a raggiungere una sempre più profonda conoscenza delle cose e dise stesso.

È nel 1992,verso la fine dell’anno, che Aghni si ‘tuffa’ in una nuova esperienza:l’illustrazione del poema Savitri di Sri Aurobindo. I momenti liberi dadedicare a questo lavoro non sono molti, così Aghni dipinge la sera, dopo unagiornata di intenso lavoro, nel refettorio della comunità; molte persone glisono vicino: alcuni che lo osservano, altri più distanti che leggono o fannoaltre cose, ed altri ancora che terminano di sparecchiare lo stesso lungotavolo su cui Aghni sta disegnando e dove poco prima si era consumata la cenacollettiva.

Un dipintoper ogni verso a partire dal Libro I, Canto I.

Difficiledescrivere l’importanza ed il valore che può avere avuto per la comunità ed isuoi membri il fatto che Aghni svolgesse questo lavoro in presenza di tutti, inun ambiente a volte rumoroso anziché nella silenziosa intimità della propriacamera: occorre una visione più sottile, una ricettività ed una maturitàinteriore per cogliere le possibilità che ci vengono offerte. La generosità diAghni ha comunque privilegiato una maggiore coesione dell’insieme e ha resopartecipe l’insieme comunitario di questa esperienza.

Ogni seravenivano alla luce dai 3 ai 5 dipinti. Ogni volta che Aghni si apprestava adipingere, si creava subito una particolare atmosfera che induceva alraccoglimento ed al silenzio. E quando anche gli ultimi rumori della corvéeterminavano, la ‘Cosa’ era già lì, presente, densa, anche se diversa di voltain volta, come un alone che scendeva e si sedeva lì, o a volte come un flussood un lampo più inquietante e sfuggevole: Savitri, la suprema rivelazione diSri Aurobindo, veniva ogni volta in qualche modo evocata attraverso queidipinti e quei momenti e noi ci ritrovavamo tutti ammutoliti e stupiti di tantaforza e dolcezza riscoperte insieme.

Questi dipinti non sono solo dei quadri pittorici ma deiMandala o Yantra. Sono cioè dei quadri con un forte potere evocativo. L’artistanon si limita ad eseguire una pittura per il proprio gusto estetico o peresprimere qualcosa dei propri sentimenti e delle proprie emozioni profonde macerca di fare entrare nel disegno la presenza vivente di ciò che non hanome, ma che è l’origine di tutto il creato. La tela si impregna oltre chedi figure e di colori anche del potere occulto presente dietro ad ogniespressione. E’ una MATERIALIZZAZIONE o CONCRETIZZAZIONE. Se il quadroriesce lo spettatore viene investito dal potere che sorregge il firmamento.Occorre naturalmente essere ricettivi e rivolti alle cose dello spirito anchese in verità nessuno è esente dal flusso magnetico continuo che si sprigionadalla tela. Per essere toccati intimamente e completamente bisogna sapere porsidavanti al quadro con umiltà, silenziosi nella mente e nel cuore. Allora pianopiano si crea un contatto e l’essere interiore presente in ogni uomo vieneridestato dal Raggio Divino.

Questo suolungo lavoro ha preso il nome di NAMASTE SAVITRI è stato esposto al pubblicoper la prima volta a Pondicherry nel sud India presso l’Ashram di Sri Aurobindoil 13 febbraio 1995 con enorme successo e stupore.

Il “vedere”che un italiano semplice e sconosciuto avesse realizzato tanto e con tantainfallibile e audace rivelazione pittorica di ogni verso interpretato commossemolte persone.

I 993dipinti ad acquerello furono là esposti e da ogni angolo dell’India e comunquedel continente asiatico ha ricevuto in quegli anni inviti a presentare il suoprezioso lavoro.

Ma l’Indiaè là, culla della ricerca spirituale sulla terra, Sri Aurobindo là è conosciutomentre qui in Italia pochi sanno il valore del suo esistere per l’umanitàtutta.

Aghni dice del suo lavoro circa Savitri:

“NAMASTÈSAVITRI nasce da un ‘fiat’ profondo che nelle parti superficiali dell’esseretraduce l’intimo bisogno del Vero e dell’Autentico proprio della coscienzaumana che arranca verso la luce.”.

“Ionon penso, non leggo mai in anticipo l’intero canto; non medito mai prima didipingere. Vivo verso dopo verso il poema. Mi azzittisco per qualche secondo,in una sorta di concentrazione interiore orante ed ecco che ‘qualcosa’ scende,attraversa la mente e si tuffa nel cuore, nel plesso solare. Dopo poco, e solodopo, la “luce” che è scesa risale con immagini, linee, colori,dimensioni, proporzioni; c’è tutto, non rimane che esprimerlo tecnicamente ilpiù perfetto possibile. Mi auguro che anche attraverso questo lavoro Savitripossa trovare un posto nel cuore di ogni uomo che guardi al futuro come allapossibilità di realizzare i sogni e le aspirazioni per le quali la Madre e Sri Aurobindo hannotanto lavorato, sofferto e lottato.”

Nel corsodegli anni Aghni ha lavorato anche ad altri progetti quali TERRE E CIELIDELL’ALDILA’  che è unaraccolta di schemi e grafici (affiancati dalle relative didascalie) elaboratial computer. Sono raffigurate diverse tematiche esistenziali nel tentativo dirappresentare la visione di Sri Aurobindo: lAnima, la Natura,l’Assoluto, le Realtà multidimensionali (Dei,Spiriti, Entità, Qualità), Piani eParti dell’Essere.
L’intera elaborazione è il frutto di un lungo lavoro di studio e ricerca.Questa sintesi è raccolta in più ALBUM (formato cm. 23 x 33), di 50 pagineciascuno (25 elaborati e 25 didascalie).
I primi 4 volumi (parte I, II, III e IV) sono disponibili presso la nostrasede.

 

 

 

 

 

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